Visualizzazione post con etichetta frutta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta frutta. Mostra tutti i post

3 aprile 2015

Come invogliare i pappagalli a mangiare frutta e verdura

Come rendere il cibo più interessante per i nostri pappagalli


I pappagalli sono spesso schizzinosi col cibo, specie se abituati a mangiare solo (o quasi) semi. È quindi compito nostro cercare di trovare il modo di stimolarli a provare cibi nuovi. 
Spesso il problema non è nel cibo in se, ma nel modo in cui questo viene preparato e presentato.

Alcuni pappagalli preferiscono che il cibo sia sminuzzato in pezzi piccoli, altri invece gradiscono di più i pezzi grossi. Alcuni hanno preferenze legate alla temperatura a cui il cibo viene servito. Altri ancora preferiscono i cibi morbidi a quelli croccanti.
Può essere quindi utile alternare ogni giorno il modo in cui si tagliano gli alimenti, combinando anche tra di loro verdure cotte e crude e pezzi grossi o piccoli in modo da incentivarli a provare i nuovi alimenti.
Se il pappagallo le gradisce si può provare anche a fornire frutta e verdure frullate.

6 modi diversi di tagliare una carota:

Tutti i pappagalli hanno però in comune una natura curiosa: cose che ai loro occhi sembrano diverse attirano quindi sicuramente la loro curiosità e bisogna sfruttare questo aspetto a nostro vantaggio.

Cibo presentato in modo diverso:
Sminuzzato.

A pezzettoni.

Frullato.

Sfruttare la loro innata curiosità può essere lo stimolo per farli muovere all’interno della gabbia per raggiungere il cibo e incentivandoli così a provare qualcosa di nuovo.








ATTENZIONE: Se la gabbia è zincata è sconsigliato passare al pappagallo dei pezzi di frutta attraverso le sbarre, perché parte dello zinco può contaminare il frutto stesso, entrando in contatto con la sua superficie e soprattutto
con il suo succo (la cui acidità è in grado di “sciogliere” pian piano il rivestimento di zinco delle sbarre).
Lo zinco può anche essere leccato dal pappagallo, in quanto presente in forma solubile sulle sbarre della gabbia.

Un altro modo per rendere il cibo più interessante per i nostri pappagalli può essere aggiungere come “condimento” o decorazione qualcosa che non fa parte della loro dieta abituale. Una leggera spolverata di semi di lino o di sesamo, fiori freschi (scelti tra quelli sicuri), un poco di frutta secca sminuzzata, cereali non zuccherati, peperoncino o erbe aromatiche in piccole quantità possono essere delle aggiunte che rendono più interessante il menu ai nostri pappagalli.

Macedonia di frutta arricchita con cereali non zuccherati.

Misto di frutta e verdura arricchito da cereali non zuccherati.

Cous cous con verdure, condito con semi di finocchio e papavero.

Riso con verdure e fiore e foglie di tarassaco.

Per i pappagalli più restii ad abbandonare i semi e a provare la frutta si può provare anche a infilare qualche seme dentro pezzi di mela, pera o altri frutti, in modo che per mangiarli il pappagallo sia costretto a entrare a contatto col frutto.



Il miglior incentivo a provare un cibo nuovo è sicuramente quello di far vedere al pappagallo che noi stessi (o un altro pappagallo!) lo mangiamo. Assaggiare un frutto o della verdura in loro presenza può essere un buono stimolo e una fonte di curiosità a indurre il pappagallo a provarlo.
Può essere utile invitarlo a tavola a fine pasto e condividere con lui la frutta, o farlo partecipare alla preparazione stessa del loro cibo in modo da incuriosirli.
Ovviamente il cibo che va fatto assaggiare a loro dalla nostra tavola deve essere adatto a loro, privo di
sale e condimenti.




Scarica qui la : Versione in PDFVersione PDF

19 dicembre 2013

Ricetta di Natale


Ingredienti:

Photo by Fabio
Ingredienti della ricetta: Peperoni piccanti, broccoli, orzo perlato,
basilico e melograno


·      Orzo perlato
·      Broccoli
·      Melograno
·      Peperoncino piccante
·      Basilico (poco)
·      Noci
·      Peperone


Photo by Fabio
Le verdure pronte per essere frullate nel mixer.


Tritate con un frullatore i broccoli, i peperoncini ed il basilico ed  aggiungete successivamente i semi del melograno privati della polpa bianca che li avvolge (lasciateli prima scolare in un colino, in modo che perdano il succo rosso che producono)


Photo by Fabio
Il preparato ottenuto assieme ai semi
di melograno


Triturate delle noci e tagliate il peperone in rondelle circolari.

A questo punto fate bollire il farro, una volta pronto scolatelo ed aggiungetelo al preparto di verdure e melograno prima ottenuto.



Photo by Fabio
Macro del preparato ottenuto assieme all' orzo


Aggiungete superficialmente qualche granella di noce e adagiate il tutto all’interno della rondella di peperone.

Se volete potete anche abbellire il piatto, protreste aggiungere o foglie di menta o ancora basilico e qualche mirtillo come in questo caso.


Photo by Fabio
Il piatto servito.


Il pranzo è servito.

Buon Natale dallo staff di Clio's World!!!!

15 maggio 2013

I Grassi "buoni" e "cattivi".


Oggi prendiamo in considerazione quali sono gli effetti di una dieta sbilanciata e ricca di grassi nei pappagalli.
Siamo soliti vedere la gran parte dei pappagalli, in allevamento, negozi o anche semplicemente in casa di amici o conoscenti, alimentarsi da ciotole ricche di misto semi, dalle composizioni più variegati, spesso contenenti anche estrusi di dubbia qualità e dai colori quasi flùo. 
Bene, è così che ci abituano ad immaginare l'alimentazione base di un pappagallo, nulla di più SBAGLIATO!


Photo by Kiwitan.
Misto semi con girasole.

Dobbiamo pur sempre ricordare che tutti i pappagalli necessitano di una percentuale giornaliera di  grassi, i quali cambiano a seconda della specie.
Altra distinzione va fatta a seconda dei grassi; questi ultimi si dividono in "grassi buoni" o grassi insaturi e "grassi cattivi" o grassi saturi.
I primi, nelle loro categorie di polinsaturi e monoinsaturi, sono contenuti per lo più in oli, le cui catene a doppio legame fanno in modo che i trigliceridi che li contengono non possano formare un struttura compatta e solida ( i grassi saturi sono solitamente in forma solida ).
Tra questi acidi figurano anche i famosi Omega 3 e 6 che fluidificano il sangue, aiutano la strutturazione delle cellule, abbassano il colesterolo cattivo e aiutano la conservazione dei tessuti.
I grassi saturi, invece, aumentano la sintesi del colesterolo e favoriscono problemi cardiovascolari e il rischio di ictus. Questi vengono solitamente contenuti all' interno di tessuti animali ma in alcune eccezioni ( quali olio di palma, di cocco e di semi di cotone ) anche in prodotti di origine vegetale.


Foto recuperata da alcuni siti internet.
A sinistra una fiala contenente il sangue di un pappagallo alimentato con
cibi grassi, a destra come dovrebbe essere il sangue di
un soggetto sano.

La somministrazione di troppi grassi può produrre danni anche irreversibili al fegato, il quale svolge diverse importanti funzioni come: produrre la bile, funzioni metaboliche, diminuisce numerose sostanze tossiche e funge da deposito per  glucosio, vitamina B12, ferro .
I semi non sono comunque da demonizzare, semplicemente vanno dosati con cura e possono essere adoperati come premio integrando la dieta.
In natura, tuttavia, alcuni pappagalli hanno un' alimentazione abbastanza grassa ed uno dei prodotti più consumati dalle grandi are e dai cenerini risultano essere le noci di palma.
Il mesocarpio (la parte carnosa del frutto) della Noce di Palma è ricca in acidi grassi suturi (50% del totale, dei quali il 40% è acido palmitico) e monoinsaturi (40% principalmente oleico) e solamente un 10% di polinsaturi (pricipalmente linoleico e linolenico). 
E' buona norma, detto ciò, avere un occhio di riguardo verso ciò che forniamo nelle ciotole dei nostri pappagalli.
Foto tratta dal sito animalmania.
Noci di palma.

Ponderare per un alimentazione sana e bilanciata, varia, basata su prodotti naturali, frutta, verdura, cereali, carboidrati, una corretta percentuale di lipidi ed estrusi di buona qualità è l' unico modo per assicurare ai nostri compagni pennuti un sano regime di vita, un corretto stimolo alimentare e psicologico.






24 aprile 2012

Arancino cinese

CARATTERISTICHE E ORIGINE:

Fortunella è un genere di piccoli alberi sempreverde da frutto appartenente alla famiglia delle Rutacee. Viene chiamato anche kumquat o arancino cinese o mandarino del Giappone. Il kumquat è una pianta che viene coltivata anche a scopo ornamentale.
È una pianta perfetta per chi vuole avere un albero da frutto pur abitando in una casa senza giardino. Si tratta infatti di una pianta a forma di cespuglio o di piccolo albero che, coltivata in vaso, non raggiunge dimensioni considerevoli ed è quindi adatta anche alla collocazione in balcone. Inoltre è molto resistente e facilmente adattabile alle differenze climatiche.
Il suo frutto ricorda, in piccolo, quelli delle piante del genere affine Citrus. È commestibile ed è usato per la preparazione di marmellate e canditi. La consistenza sottile e dal gusto delicato della buccia consente di mangiare il frutto senza sbucciarlo. Il frutto viene prodotto generalmente dal tardo novembre fino a febbraio.


Frutti di kumquat.

Un terrazzo con vasi di fortunella e limoni.
Foto: http://www.gapphotos.com/imagedetails.asp?imageno=17681

Dimensioni dei frutti di Kumquat.



L'albero differisce dalle specie di Citrus dal fatto che durante l'inverno entra in un periodo di letargo in cui non mette più nuove gemme o getti.
I kumquat preferiscono i climi temperati caldi, però, a differenza degli altri agrumi, sono in grado di adattarsi anche a climi temperati tendenzialmente freddi, questo perché, come l’arancio trifogliato, possiedono un’elevata resistenza al freddo, sopportando senza problemi temperature di –10°C. Queste piante richiedono estati calde, con temperature ottimali comprese tra 25 e 38°C per lo sviluppo vegetativo e riproduttivo. Le esposizioni in ambienti soleggiati sono ideali, però meglio se al riparo dai venti freddi e dalla grandine.




COME RICONOSCERLO:

Si presenta in forma cespugliosa, compatta, è un piccolo albero sempreverde, di 2,5-4,5 m, con rami fitti, e qualche volta piccole spine. Le foglie sono di un verde scuro intenso, e i fiori bianchi, simili a quelli dei Citrus, nascono singoli o in gruppo dalle gemme. 
Foto: Wikipedia

 
Aspetto di un alberello di kumquat in vaso.

Varietà:
- "Fortunella margarita" (chiamata in Giappone "Nagami"), ha una forma ovale ed una buccia liscia e ricca di oli essenziali di colore verde quando e' acerba e giallo-arancio nel pieno della maturazione;
- “Fortunella japonica”: (chiamata "Marumi" in Giappone) invece, ha una forma tondeggiante e la buccia, quando è matura, di colore arancione. È un agrume probabilmente originario del Giappone. Molto simile alla Fortunella margarita (Kumquat ovale) ma con foglie più piccole, più chiare e con venature marcata, e con frutti di forma tondeggiante. Esiste anche una varietà variegata chiamata Sun Stripe.
- "Fortunella hindsi", è caratterizzata da frutti piccolissimi (1,5 cm. di diametro) dalla buccia arancione;
- "Fortunella Crassifolia" (chiamata anche "Meiwa") ha viceversa i frutti più grandi e rotondi.



PROPRIETÀ:

Per quanto riguarda le virtù terapeutiche, il kumquat è ricco di potassio (che aiuta a riequilibrare la presenza di liquidi nell'organismo ed è un efficiente aiuto al sistema cardiovascolare) e di vitamina C ed A (ha pertanto un forte potere antiossidante e potenzia notevolmente le difese immunitarie). Ha inoltre proprietà digestive.



SOMMINISTRAZIONE:

In cucina il frutto viene mangiato al naturale, intero e con la buccia, così che il sapore della polpa, piuttosto acidulo, si mescoli con quello della scorza, spessa e dal gusto dolce e molto aromatico; può essere consumato a fette nelle macedonie, oppure impiegato per la produzione di succhi, canditi e marmellate.
Prima della somministrazione è bene lavare bene i frutti e asciugarli prima di offrirli ai nostri pappagalli. Evitate di offrire frutti della pianta se questa è appena stata acquistata in un vivaio o garden, dato che solitamente vengono trattate.
Attenzione: Una somministrazione eccessiva di agrumi può provocare un eccesso di ferro, in quanto l’assorbimento di ferro viene stimolato dalla somministrazione di dosi elevate di vitamina C.

Frutto offerto intero.
Foto: Kiwitan




Frutto offerto tagliato a piccole fette da mischiare al misto di frutta e verdura giornaliero.




APPROFONDIMENTI (in lingua inglese):