Visualizzazione post con etichetta arricchimento ambientale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta arricchimento ambientale. Mostra tutti i post

3 luglio 2015

Allevamento etico.

Ebbene si, anche questa è l'ennesima guida su come scegliere il proprio allevatore ma se mi ritrovo a scriverla e riproporla a mia volta è perché in pochi prestano attenzione a ciò che viene costantemente suggerito, presi dall’ euforia di portare a casa il nuovo pappagallo. 
Dieci mila raccomandazioni che in pochi si apprestano a seguire...proviamo ora a metterci non solo nei nostri panni ma anche in quelli dell' animale allevato (vi ricordo che questo blog, la pagina FB e Instagram nascono con il solo scopo di rendere il più corretta, stimolante e sana la vita dei nostri pappagalli indifferentemente che siano o meno allevati a mano)!

Clio's World: vi aspettiamo su Facebook, Blogger ed Instagram


Prima di tutto; cosa vuol dire allevare e riprodurre... sembra uguale ma non lo è! Quanti lo fanno in modo etico? 

Vediamo di entrare in merito all' argomento prendedolo "alla larga".

Riprodurre, il vocabolario dà questa definizione: generare individui della stessa specie, riferito a organismi animali e vegetali. (da Treccani)

Vediamo poi che ci dice in merito al significato di allevare: Educare, preparare alla vita. Ed ancora: Allattare, nutrire prestando le cure necessarie per il suo sviluppo fisico e psichico. (da Treccani).

Non mi sembra propriamente la stessa cosa ed onestamente penso che il termine ALLEVARE dovrebbe essere quello più corretto da prendere in considerazione quando cerchiamo un buon "allevatore" e non un semplice riproduttore (scusate il gioco di parole). Queste definizioni fanno la differenza quando stiamo per scegliere il nostro futuro compagno di vita.

Allevamento del sole: www.allevamentodelsole.it
di Cinzia Mattioli

Dal momento in cui vogliamo un pappagallo allevato a mano e magari ben svezzato, socializzato, sano, possibilmente non pauroso e già educato ad un'alimentazione sana ci è fondamentale scegliere un vero ALLEVATORE. Ebbene, dato che il nostro scopo è portare a casa un soggetto che DOVRA' (nel senso che l'animale non si è fatto carico di questo impegno ma gli è stato imposto da noi) condividere la sua esistenza con noi è bene che ciò venga fatto con le dovute considerazioni e precauzioni...la prima è proprio scegliere la persona che si farà carico di svezzare ed educare l'animale che porteremo a casa.


Allevamento del sole: www.allevamentodelsole.it
di Cinzia Mattioli


 Bene, eccoci ora a parlare di eticità...
Ogni allevatore, nel senso stretto del termine, deve essere in grado di fornire alle proprie coppie riproduttrici una serie di fattori molto importanti, alloggi adeguati, stimoli appropriati, alimentazione corretta, cure igieniche ed un ambiente consono alla riproduzione. Che vuol dire?
Che prima di tutto l'animale da "riproduzione" non è un soggetto di serie B, non è una fabbrica che produce pulli ma bensì un animale che ha le stesse necessità del nostro adorato pet che stiamo per portare a casa. In quasi tutti gli allevamenti in cui andremo troveremo una serie di gabbie in batteria, o soggetti di medie o grosse dimensioni in spazi non idonei e magari ci verranno pure a raccontare che tanto si riproducono meglio in spazi angusti... difficilmente vedremo stimoli ambientali o giochi a loro disposizione. Questo è etico? Come possiamo considerare etico indurre questi animali a riprodursi in continuazione per fornire sempre pulli da rivendere?
A mio avviso la prima considerazione da prendere in rifermento è proprio questa.



Allevamento del sole: www.allevamentodelsole.it
di Cinzia Mattioli

 Poi, passiamo al passo successivo...
Il pullo, qui neppure mi soffermo sull' eticità o meno di allevarlo a mano, allontanato dalle cure parentali. 
Il nostro allevatore si deve far carico della parte più complessa, lo svezzamento del nostro pappagallo. Ciò significa che deve sostituirsi alla cure parentali, il che non implica il semplice nutrire il pulletto ma bensì fornirgli una gamma di cure molto più complesse.
Come indica il termine "allevare", l' allevatore dovrà preparare il nostro futuro pet alla vita, ciò significa:

    nutrirlo in modo corretto per tutto lo svezzamento dalla formula da imbecco alle prime mangiate autonome, proporre sempre cibi diversi e ben bilanciati che non siano il solito misto semi e qualche pezzetto di mela;

    allevarlo assieme ad altri simili in modo che sia correttamente socializzato con i soggetti della propria specie e non (ben venga l'allevamento misto,dove genitori ed allevatore concorrono alla crescita del pullo);

    aiutarlo a socializzare con l' essere umano in modo corretto e senza imposizioni, è bene che l'animale possa interagire con altre persone oltre al solo allevatore, che possa decidere o meno di avvicinarsi a qualcuno ed interagire con lui in modi e tempi dettati dall' animale stesso;

    fornirgli un alloggio adeguato ai diversi stadi di crescita, da una camera calda ad un ambiente in cui possa fare i primi voli e dove possa muoversi in sicurezza ( il che non significa la solita gabbietta in cui rimane impagliato senza la possibilità di muoversi o senza giochi a disposizione. In certi casi ho assistito alla gabbietta da criceto per le specie più piccole).

   I soggetti non devono mai essere ceduti prima del termine delle svezzamento, potrebbe essere pericoloso e solo l'occhio e la mano esperta di un allevatore può farsi carico di questo momento.


 

Allevamento del sole: www.allevamentodelsole.it
di Cinzia Mattioli



E noi che dobbiamo richiedere?
Non dobbiamo temere a richiedere al nostro allevatore le seguenti documentazioni:

    le visite veterinarie in regola se il pappagallo non è giovane, dalla PBFD alla clamidya. Il pullo deve essere preferibilmente ceduto con le visite veterinarie (in caso siano state effettuate)e col responso dei relativi test .

   la documentazione relativa al CITES  (il pullo va ceduto con la documentazione, non esiste che dobbiate aspettare per averla).



Ricordate sempre che dal momento in cui state acquistando un pappagallo state in realtà facendo 2 cose:
  1. la prima alimentare un mercato sempre più fiorente e dalle mille sfaccettature dove a rimetterci sono sempre gli animali, assicuratevi di garantire una vita dignitosa non solo al vostro pappagallo ma anche per gli animali in allevamento, fate una scrematura degli allevatori, selezionateli con scrupolo;
  2.  la seconda è impegnarvi a garantire una vita dignitosa al vostro pappagallo dove venga rispettata ogni sua necessità.

Per le foto ringraziamo cordialmente Cinzia Mattioli e l’ Allevamento del sole
(www.allevamentodelsole.it) che gentilmente ci ha permesso di pubblicare alcune foto del suo allevamento.

23 aprile 2015

Foraging col fieno

In natura molti pappagalli come calopsiti, cocorite, cenerini e cacatua si dedicano alla ricerca di cibo anche a terra, per questo motivo può essere utile ricreare per loro anche in cattività qualcosa di simile per stimolarli mentalmente e tenerli occupati.



Per chi ha un giardino si può approfittare del taglio erba periodico per raccogliere un po’ di erba fresca (ovviamente se il prato non è stato trattato in nessun modo) e farla seccare al sole o in una stanza calda. 


Un bel prato pieno di fiori di tarassaco che possono a loro volta essere forniti perchè ricchi di proprietà.


Una volta seccata l’erba può essere usata, spargendola sul fondo della gabbia o in un sottovaso e nascondendo in mezzo qualche semino o premietto. Questo può anche essere un modo per sfruttare la parte più bassa della gabbia che spesso resta inutilizzata. 




La mia amazzone mentre razzola felice in mezzo all'erba secca, messa in un grosso sottovaso, alla ricerca dei semi di girasole.




9 marzo 2015

Il Foraging: cosa è e come iniziare

Eccoci di fronte al classico “parolone” che alcuni di noi, tra le nostre ricerche su internet per estrapolare qualche informazione sui pappagalli, avrà incontrato… e per gli altri? Che sarà mai? 
In realtà è semplicissimo: foraging è una parola inglese che significa “andare alla ricerca di cibo”.

Questo termine indica l'atto della ricerca del cibo che gran parte degli animali, tra cui i pappagalli, effettuano nel proprio ambiente naturale. Un pappagallo in natura non ha di certo a disposizione ciotole colme di cibo come avviene nelle nostre case, e proprio per questo spende la maggior parte del suo tempo proprio alla ricerca di frutta, verdura, bacche e semi tra le fronde degli alberi o sul terreno.
Questo atto di ricerca ha un’ importanza enorme per tutti i pappagalli, dal più piccolo al più grande, dall’ allevato a mano al selvatico. In ogni specie il foraging  è sempre costante e riveste un ruolo fondamentale nella loro quotidianità, ecco quindi l'importanza della sua simulazione per i pappagalli in cattività.


In molti casi problemi comportamentali come le urla costanti o deplumazione sono il risultato di noia, di troppe ore che il pappagallo è costretto a passare in gabbia senza nessuno stimolo. Per questo proporre il foraging all'interno delle loro gabbie o in un ambiente di casa è importantissimo per stimolare la mente dell’animale e tenerla impegnata, assecondare l’innata curiosità di questi animali e tenerli attivi per un arco di tempo considerevole nell’arco della giornata, soprattutto in nostra assenza. Tenere occupato mentalmente un pappagallo è un ottimo sistema per avere un animale fisicamente e mentalmente sano.

Le possibilità per riprodurlo sono pressoché infinite, dalle più semplici alle più complesse. Il concetto alla base del foraging per i nostri pappagalli in cattività è semplicemente quello di nascondere il cibo nei giochi stimolando così il pappagallo a trovarlo o a cercare di prenderlo
È possibile comprare giochi già fatti, in cui serve solo inserire il cibo, o meglio ancora si può farli da se, usando un po’ di fantasia e soprattutto materiali sicuri come sacchetti o strisce di carta, corde di canapa, gusci di cocco, cannucce, cartone, cestini di vimini, palle di gomma per cani in cui inserire grossi pezzi di frutta e verdura e ovviamente rami freschi con foglie (controllando che siano tra quelli non tossici!).




COME INIZIARE
Insegnare a un pappagallo a nutrirsi tramite il foraging può avvenire per gradi. Il punto di partenza è stimolare la curiosità del pappagallo incoraggiandolo a muoversi all’interno della gabbia alla ricerca del cibo.

- Continuare a fornire come sempre il cibo nella ciotola 

- Iniziare spargendo i premi alimentari o i cibi preferiti del pappagallo in ciotole separate, dislocate in posizioni diverse della gabbia

- Quando il pappagallo avrà afferrato il concetto che deve muoversi, cercare e recuperare il cibo che ama, si può iniziare ad aumentare il livello di difficoltà 

- Nascondere il cibo coprendo la ciotola con della carta facile da rimuovere, che può essere fissata (e non solo appoggiata sopra) una volta che il pappagallo ha capito che deve essere rimossa




- Si può iniziare anche con semplici contenitori fatti in casa da se, come piccoli sacchetti di carta o tubi di cartone che possono essere facilmente accartocciati intorno ai premietti


- È importante lasciare che il pappagallo veda che i premi vengono posizionati dentro questi contenitori, dimostrandogli anche come recuperarli

- Aumentare il livello di difficoltà fino ad arrivare ai giochi puzzle che richiedono manipolazione e capacità di risoluzione del problema: aprire sportelli, girare manopole o scomparti, aprire cassetti, svitare o distruggere componenti per poter avere accesso al cibo




ALCUNE IDEE PER CREARE IL FORAGING
- Creare un vassoio o cestino di foraging, seppellendo sul fondo cibi secchi sotto parti di giochi, pietre pulite o altri oggetti sicuri (per materiale e dimensione) in modo che il pappagallo per trovarli debba setacciare e rovistare per recuperare il cibo



- Fornire frutta e verdura sotto forma di spiedini, usando uno spiedino apposito o del semplice filo di acciaio inossidabile


- Nascondere i premi dentro palle di vimini, rafia o altri materiali distruggibili per incoraggiare il masticamento



- Utilizzare palle di metallo o di gomma (disponibili come giochi per cani o mangiatoie per roditori) inserendo al loro interno il cibo, stimolando così il gioco




- Nascondere pezzetti di frutta secca dentro buste forate di pelle o di carta per incoraggiare l’esplorazione


- Intrecciare le verdure intorno alle sbarre della gabbia (solo se la gabbia non è zincata però, perchè se lo è parte dello zinco può contaminare il frutto stesso!) 

     
- Creare involtini di cibo, inserendo premi all'interno delle foglie di insalata e legandoli per chiuderli




L’unico limite è quello dell’immaginazione, perché le possibilità di creare giochi e stimoli per i propri pappagalli sono infinite!ù

Questo post è scaricabile anche come pdf qui: Clio'sWorld-Foraging.pdf.

Tante altre idee e ispirazioni per il foraging fai da te sono visibili sulla pagina Facebook di Clio’s World:  https://www.facebook.com/CliosWorld