15 maggio 2013

I Grassi "buoni" e "cattivi".


Oggi prendiamo in considerazione quali sono gli effetti di una dieta sbilanciata e ricca di grassi nei pappagalli.
Siamo soliti vedere la gran parte dei pappagalli, in allevamento, negozi o anche semplicemente in casa di amici o conoscenti, alimentarsi da ciotole ricche di misto semi, dalle composizioni più variegati, spesso contenenti anche estrusi di dubbia qualità e dai colori quasi flùo. 
Bene, è così che ci abituano ad immaginare l'alimentazione base di un pappagallo, nulla di più SBAGLIATO!


Photo by Kiwitan.
Misto semi con girasole.

Dobbiamo pur sempre ricordare che tutti i pappagalli necessitano di una percentuale giornaliera di  grassi, i quali cambiano a seconda della specie.
Altra distinzione va fatta a seconda dei grassi; questi ultimi si dividono in "grassi buoni" o grassi insaturi e "grassi cattivi" o grassi saturi.
I primi, nelle loro categorie di polinsaturi e monoinsaturi, sono contenuti per lo più in oli, le cui catene a doppio legame fanno in modo che i trigliceridi che li contengono non possano formare un struttura compatta e solida ( i grassi saturi sono solitamente in forma solida ).
Tra questi acidi figurano anche i famosi Omega 3 e 6 che fluidificano il sangue, aiutano la strutturazione delle cellule, abbassano il colesterolo cattivo e aiutano la conservazione dei tessuti.
I grassi saturi, invece, aumentano la sintesi del colesterolo e favoriscono problemi cardiovascolari e il rischio di ictus. Questi vengono solitamente contenuti all' interno di tessuti animali ma in alcune eccezioni ( quali olio di palma, di cocco e di semi di cotone ) anche in prodotti di origine vegetale.


Foto recuperata da alcuni siti internet.
A sinistra una fiala contenente il sangue di un pappagallo alimentato con
cibi grassi, a destra come dovrebbe essere il sangue di
un soggetto sano.

La somministrazione di troppi grassi può produrre danni anche irreversibili al fegato, il quale svolge diverse importanti funzioni come: produrre la bile, funzioni metaboliche, diminuisce numerose sostanze tossiche e funge da deposito per  glucosio, vitamina B12, ferro .
I semi non sono comunque da demonizzare, semplicemente vanno dosati con cura e possono essere adoperati come premio integrando la dieta.
In natura, tuttavia, alcuni pappagalli hanno un' alimentazione abbastanza grassa ed uno dei prodotti più consumati dalle grandi are e dai cenerini risultano essere le noci di palma.
Il mesocarpio (la parte carnosa del frutto) della Noce di Palma è ricca in acidi grassi suturi (50% del totale, dei quali il 40% è acido palmitico) e monoinsaturi (40% principalmente oleico) e solamente un 10% di polinsaturi (pricipalmente linoleico e linolenico). 
E' buona norma, detto ciò, avere un occhio di riguardo verso ciò che forniamo nelle ciotole dei nostri pappagalli.
Foto tratta dal sito animalmania.
Noci di palma.

Ponderare per un alimentazione sana e bilanciata, varia, basata su prodotti naturali, frutta, verdura, cereali, carboidrati, una corretta percentuale di lipidi ed estrusi di buona qualità è l' unico modo per assicurare ai nostri compagni pennuti un sano regime di vita, un corretto stimolo alimentare e psicologico.






1 aprile 2013

Pane ai 7 cereali

Aspetto particolarmente importante della dieta dei pappagalli è anche la sua varietà. Cambiare cibi, sapori e presentazioni è molto importante per stimolare, non solo la mente dell'animale, ma anche l' aspetto appetitivo ed incoraggiare i pappagalli ad assaggiare alimenti nuovi.


Photo by Fabio
Amazzone ( Clio ) mentre mangia
il pane nero ai 7
cereali.



CARATTERISTICHE E DIFFERENZE:

Pane bianco
Le farine bianche, con il processo di raffinazione perdono parte dei sali minerali, fibre e vitamine.
Questa lavorazione, utile per lo più per la conservazione dell' alimento, va a discapito della qualità nutrizionale, infatti nel processo di lavorazione i chicchi di grano vengono privati del germe e della crusca, che sono la parte di fibra alimentare presente nel grano. Possiamo quindi intuire che del chicco di grano viene utilizzata solo la parte interna, ecco perchè la farina utilizzata possiede un alto indice glicemico che va ad incrementare il tasso di glucosio nel sangue.
Inoltre, le farine bianche contengono un quarto della vitamina B rispetto le farine integrali.
Le farine vengono poi ulteriormente sbiancate tramite bromato di potassio o con diossido di cloro.

Pane ai cereali o integrale
A differenza del "pane bianco", il pane ai cereali o integrale viene preparato con farine che vengono prodotte a partire dal chicco di grano completo, esclusa la pellicola di rivestimento esterna ( pericarpo ).
Tali farine sono ricche di fibre, vitamine B1-2-3-6-9, fosforo, magnesio, calcio, potassio.
Ricordiamo che il pane integrale può essere ottenuto anche utilizzando farine raffinate e poi integrate con crusca.


Photo by Fabio
Pane ai 7 cereali con frutta e verdure nell' impasto.


SOMMINISTRAZIONE:

Il pane ai cereali, oltre che particolarmente gradito dai nostri pappagalli è anche ricco di fibre e da un buon apporto di carboidrati, rimane sempre preferibile fornire con parsimonia.
Può essere accompagnato con frutta e verdura fresca, la quale può essere inserita nell' impasto stesso.

PREPARAZIONE:

Ingrdienti:

  • 500 gr di miscela di pane nero
  • 1 bustina di lievito secco o lievito naturale
  • 2 cucchiai di olio di oliva extra-vergine
  • 280 ml di acqua tiepida
In una ciotola versare 500 gr di miscela di pane nero, i 2 cucchiai di olio e ed i 280 ml di acqua tiepida in cui avremo messo a sciogliere il lievito.
Amalgamare e cominciare a ripiegare più volte su se stessa. Quando l' impasto assume una consistenza elastica e liscia mettetelo a riposare 15 minuti.
Ora creiamo la forma di una pagnotta e tagliamola in vari pezzi, 2-3, in modo da facilitarne la cottura.
Riporre il tutto in forno per circa 30 minuti a 200°, possibilmente in un forno non ventilato.


Photo by Kiwitan.
Cindy ( pappagallo cenerino ) assite alla preparazione del pane.


Se nel nostro pane vogliamo mettere anche frutta o verdura, tagliamola a tocchetti abbastanza piccoli ed aggiungiamola alla farina nel momento dell' impasto.


Photo by Fabio.
Pane nero appena sfornato.

Quello che otterremo sarà simile all' immagine soprastante, è anche possibile mettere il preparato all' interno di pirottini per ottenere porzioni più piccole.
A questo punto possiamo comodamente tagliarlo a fette e conservarlo in freezer.

Il mercato offre altre possibilità per la preparazione del pane per i nostri pappagalli, molte le si trovano comodamente in vendita on line in siti specializzati.


Photo by Kiwitan.
Stampini di pane "commerciale" pronti per
essere infornati.


 Ora non rimane che sbizzarrirvi, inserendo all' interno del vostro preparato ingredienti nuovi, come peperoncino, mirtilli, mele, pere, carote, radicchio ecc, ricordando sempre di escludere i cibi che possono risultare tossici o difficilmente digeribili per i vostri pappagalli.
Buon appetito!

Photo by Kiwitan.
Cindy assaggia la mela durante
la preparazione del pane.


Multigrain rye bread / 7 grain bread

Dispensing:
The 7 grain bread is not just very tasty for our birds, but it's also
an healthy treat, full of fibers and and carbohydrates. For these
reasons is also better not to serve it too often. You can add inside
the mix of the bread also fresh fruit.

Ingredients:
- 500g of multigrain rye flour
- 1 bag of yeast
- 2 table spoons of olive oil
- 280 ml of warm water

Preparation:
Let the yeast melt into the water, then mix it in a bowl with the
multigrain rye flour and the oil. Stir it until you get a well blended
mixture: when dough is elastic and smooth let it sit for 15 minutes.
Shape the loaf into a round shape and cut it in slices to make it
easier to bake it.
Put the bread in the oven for 30 minutes at 200^C.
If you want to add fruits or vegetables to the bread cut them in tiny
pieces and add it to the flour when you mix all the ingredients
together.
You can also put the mixture in a silicon muffin tray to have smaller portions.
Wen the bread is cooked you can cut it in slices, serve a portion
still warm and freeze the rest.

You can also find for online for sale industrially made mixtures to
make bird bread.

30 marzo 2013

Torta di Carote

Una ricetta semplice semplice ma molto apprezzata.
Una torta di carote con noci tritate, la preparazione è molto veloce e può essere fatta a cubetti e conservata in freezer.

INGREDIENTI:


  • 2 uova grandi
  • 100 gr di carote grattugiate
  • 150 gr di farina tipo "00"
  • 4 noci fatte in polvere
  • 1 bustina di lievito
  • 1 cucchiaino d' olio


Photo by Fabio
Ingredienti per la torta di carote.

PREPARAZIONE:

In una bowl grattugiate finemente 100 gr di carote, versatele in un colino e schiacciatele con un cucchiaio per far uscire l'acqua al loro interno.
In un' altra terrina rompete 2 uova e versate il cucchiaino d' olio, montate il tutto con una frusta elettrica fino ad ottenere un composto schiumoso.
In un altro contenitore setacciate 150 gr di farina assieme alla bustina di lievito e versateci le noci precedentemente tritate con un frullatore.

A questo punto amalgamate le uova montate con la farina ed aggiungete le carote, mescolate lentamente fino ad ottenere un impasto omogeneo. E' giunto il momento di mettere il nostro composto in pirottini di alluminio ben infarinati per evitare che si attacchi tutto alle pareti e passarli nel forno per 40 minuti a 180°.


Photo by Fabio
Preparato della torta nei pirottini di alluminio.

A questo punto dobbiamo solo aspettare che siano pronti, al termine della cottura assicuratevi che il composto sia ben asciutto anche all' interno facendo la prova dello stecchino.


Photo by Fabio
Tortini di carota appena sfornati.

Photo by Fabio
Tortini di carota appena sfornati.



Una volta cotti è possibile congelare i tortini in freezer, basta tagliarli a cubetti, quindi in 4, e metterli nei sacchetti.
Si raccomanda di non usare zucchero o prodotti coloranti artificiali. E' altresì importante non considerare questi tortini come una fonte alimentare completa, ma come ogni altro alimento "secco" è bene vengano accompagnati da frutta e verdura e che costituiscano un premio alimentare una tantum.

Photo by Fabio.
Tortini pronti per esser congelati.


Buon appetito.

Photo by Fabio
Ararauna che mangia un cubetto
di tortino.


Carrot muffins

This is a very easy recipe that it will be easily liked by your
parrots. It's a carrot cake with crumbled walnuts, you can cut it in
little pieces and freeze it.

Ingredients:
- 2 eggs
- 100 g of grated carrots
- 150g of "00" flour
- 4 crumbled walnuts
- 1 bag of leaven (baking powder)
- 1 table spoon of olive oil

Preparation:
Grate the carrots, pour them in a strainer and press them to squeeze
out the water and make them dry.
Break the 2 eggs in another bowl and mix them with the oil to make a
foamy mixture.
In another bowl put the flour and add the leaven and the crumbled walnuts.
Mix all the 3 bowls together and stir until you get a well blended mixture.
Put the mixture in a muffin silicon tray and bake it for 40 minutes at 180^C.
Check that the muffins are cocked also inside, putting a stick in it.
Now let the muffins cool down, you can serve it warm and freeze the others.
Just remember that this is just a treat to give once in a while and
not a complete diet!


16 giugno 2012

Basilico



CARATTERISTICHE E ORIGINE:

Il basilico (Ocimum basilicum, L., 1753) è una pianta erbacea annuale, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, normalmente coltivata come pianta aromatica.

É una pianta facile da coltivare e da tenere anche in una casa senza giardino, basta un vaso da tenere in balcone o sul davanzale. Ha bisogno di una cura minima e può essere comprato facilmente anche al supermercato oltre che in serra.

Il basilico cresce bene quando il sole è abbondante e la temperatura tra i 20 ºC e 25 ºC, come nel clima mediterraneo. A più alte temperature necessita di una più alta umidità, e non resiste a temperature inferiori ai 10 °C. Gradisce annaffiature frequenti, ma con un suolo ben drenato, in quanto i ristagni d'acqua sono dannosi per le radici. Si coltiva negli orti o in vaso.

Il periodo di fioritura è tra giugno e settembre. Le piante di basilico devono essere regolarmente cimate, asportando gli apici vegetativi e i fiori, per consentire una crescita rigogliosa e per allungare il ciclo di vita, che termina con la produzione dei semi. Sui fusti lasciati a fiorire, la crescita delle foglie rallenta e si ferma, il fusto diventa legnoso, e cala la produzione dell'olio essenziale che produce il profumo. I semi possono tuttavia essere seminati l'anno successivo.







COME RICONOSCERLO:

È una pianta erbacea annuale alta fino a 60 cm, con foglie opposte, ovali, lanceolate, a volte bollose, di 2-5 centimetri di lunghezza. Il colore delle foglie varia dal verde pallido al verde intenso, oppure è viola o porpora in alcune varietà. I fusti eretti, ramificati, hanno una sezione quadrata come molte delle Lamiaceae, e hanno la tendenza a divenire legnosi e frondosi.

I piccoli fiori bilabiati, bianchi o rosei, hanno la corolla di 5 petali irregolari. Gli stami sono 4 e gialli. I fiori sono raggruppati in infiorescenze all'ascella delle foglie.

I semi sono fini, oblunghi e neri.





VARIETÀ:

Sono state classificate circa 60 varietà e cultivar di O. basilicum, che si differenziano per l'aspetto e l'aroma. La difficoltà nel classificare il basilico è dovuta principalmente alle caratteristiche polmorfiche della pianta e all'impollinazione incrociata, rendendo a volte dubbia l'identità botanica del basilico così come citata in diverse letterature. Tra le varietà si ricordano:

- Basilico genovese (O. basilicum ‘Genovese Gigante’): è il più comune e rinomato in Italia. Usato per produrre il pesto. Ha foglie larghe, un aroma di gelsomino, di liquirizia e di limone.

- Basilico fine verde (O. basilicum ‘Piccolo’), piccole foglie allungate, con un profumo più dolce e meno pungente delle varietà a foglie larghe.

- Basilico thailandese (O. basilicum var. thyrsiflora), l'aroma delle sue foglie ricorda la menta e il chiodo di garofano, e si utilizza con i frutti di mare e nelle minestre esotiche.

- Basilico porpora messicano (O. basilicum ‘Purple Ruffles’), con foglie decorative di color porpora e fiori rosa pallido, ha un aroma dolce ed un po' piccante, si può usare nelle insalate.

- Basilico messicano (O. basilicum ‘Cinnamon’), con un forte profumo di cannella e dai fiori porpora.



PROPRIETÀ:

Il basilico trova applicazione negli stati ipotensivi. Possiede azione digestiva, carminativa, bechica e, alle giuste dosi, azione sedativa e favorente il sonno. È infatti particolarmente indicata negli stati di stress psicofisico per le sue proprietà toniche. Un altro utilizzo comune è dato per chi soffre di coliche, mal di testa, emicranie e problemi alle vie urinarie; è molto indicato anche per problemi a carico dell'apparato respiratorio in quanto è espettorante, quindi per la tosse, l'asma, problemi ai seni paranasali, raffreddore, influenza, bronchite e raffreddamenti in generale. Ci tiene lontani gli insetti ed è efficace contro le punture di insetti e scorpioni; calma la nausea e il vomito, apporta benefici alla pelle, ai dolori muscolari e reumatici.

Secondo uno studio condotto in India il basilico si è rivelato un'arma efficace nell'alleviare i dolori derivanti dall'artrite, che come sappiamo è una fastidiosissima patologia che colpisce le articolazioni. Sempre da questo studio è emerso che l'assunzione di basilico crudo serve a contrastare e combattere diversi tipi di infiammazione come raffreddori e malattie della pelle. Questa particolare proprietà del basilico sembra sia da ricondursi alla sostanza che conferisce il caratteristico aroma al basilico, l'eugenolo.



SOMMINISTRAZIONE:

Il basilico deve essere utilizzato fresco. La cottura ne attenua velocemente il sapore fino a neutralizzarlo, lasciando poco del suo profumo. Quando essiccato, perde completamente il suo sapore e ha un debole profumo di fieno. In frigorifero si può conservare al massimo per due giorni, avvolto in un canovaccio da cucina. Le foglie congelate conservano invece il sapore per diversi mesi.

Foto: Kiwitan

Foto: Kiwitan



APPROFONDIMENTI:

2 maggio 2012

Peperoncino

CARATTERISTICHE E ORIGINE:

Capsicum L. è un genere di piante della famiglia delle Solanaceae, originario delle Americhe, ma attualmente coltivato in tutto il mondo. Questa famiglia include una serie di piante importanti da un punto di vista alimentare quali il pomodoro, la patata, la melanzana, il tabacco, entrate ormai nell'uso quotidiano di tutti. Il capsicum è una pianta erbacea o arbustiva, perenne nei suoi luoghi d'origine ma molto spesso coltivata come annuale, che comprende varie specie di peperoncini piccanti, ornamentali e dolci.
Tutte le varietà di peperoncino sono commestibili: quelli considerati ornamentali sono così chiamati solo per il loro aspetto molto decorativo e non per la loro mancanza di commestibilità.


Diversi tipi di frutti di peperoncino.

 Il peperoncino è una pianta perenne, coltivata però come annuale; esistono svariate specie di peperoncino, con frutti di forme o colori diversi, ma che anche presentano diversi gradi di piccantezza. E' proprio per il caratteristico sapore piccante che i peperoncini vengono utilizzati nell'alimentazione.
L'etimologia del nome Capsicum non è certa: secondo alcuni, il nome latino "Capsicum" deriva da "capsa", che significa scatola, e deve il nome alla particolare forma del frutto (una bacca) che ricorda proprio una scatola con dentro i semi. Altri invece lo fanno derivare dal greco kapto che significa mordere, con evidente riferimento al piccante che "morde" la lingua quando si mangia.
La parte più piccante del peperoncino è la parte superiore del frutto e la placenta interna, che vanno quindi asportate se si intende diminuirne l'effetto piccante.

Foto: http://www.pollicegreen.com/come-coltivare-peperoncino/7209/

Anche il peperoncino è una pianta perfetta per chi vuole avere una pianta “aromatica” pur abitando in una casa senza giardino. Si tratta infatti di una pianta a forma di cespuglio o di piccolo albero che, coltivata in vaso, non raggiunge dimensioni considerevoli ed è quindi adatta anche alla collocazione in balcone.

Pianticelle di peperoncino appena piantate in terrazzo.
Foto: Kiwitan
Le piantine di peperoncino preferiscono posizioni molto luminose e soleggiate per svilupparsi al meglio, se piantate all'ombra avranno sicuramente un aspetto molto ornamentale, ma il raccolto di frutti sarà molto scarso. La pianta è perenne, quindi volendo si possono conservare le piante negli anni, in questo caso vanno riparate con l'arrivo dei freddi, poiché non sopportano il gelo.



COME RICONOSCERLO:

I fusti sono eretti, molto ramificati, di colore verde brillante; le foglie sono medio-grandi, ovali, lucide, cerose; in primavera produce piccoli fiori bianchi e cinque petali, cui seguono frutti solitamente stretti e allungati ma che, a seconda della varietà, possono essere anche tondi o costoluti; di colore, verde, rosso, giallo o viola. I frutti si consumano freschi, cotti o essiccati; hanno sapore aromatico e più o meno piccante a seconda della varietà. Il peperoncino è una spezia utilizzata in tutto il mondo sia per il gusto piccante, sia per le proprietà antisettiche. 


Foto: Wikipedia

All'interno del genere Capsicum abbiamo circa 50 specie di piante, perenni e annuali, delicate e rustiche, a portamento suffruticoso o arbustivo tra le quali troviamo anche il comune peperone e i peperoncini coltivati a scopo ornamentale e alimentare, nonché il pepe di Cayenna e la paprika.

La varietà diffusa in Italia è solo il capsicum annuum; le altre si coltivano soprattutto in America Meridionale e in Messico. Il capsicum annuum raggruppa le varietà più diffuse: il capsicum abbreviatum, l'acuminatum, il fascicula-tum, il cerasiferum, il bicolor e il christmas candle.
- Scala di misura della piccantezza di un peperoncino: http://it.wikipedia.org/wiki/Scala_di_Scoville

- Il CAPSICUM ABBREVIATUM ha frutti piccoli e conici che non superano i cinque centimetri.
- L'ACUMINATUM produce bacche sottili a cono allungato leggermente ricurve.
- I frutti del FASCICULATUM sono diritti e sottili molto piccanti.
- Quelli del CERASIFERUM sono piccoli e rotondi come le ciliege dalle quali prendono il nome. Il bicolor ha frutti bicolori, violetti e rossi molto piccoli.
- Infine il CHRISTMAS CANDLE fa riferimento alla festività di Natale perché la pianta, utilizzata come ornamento, mantiene i suoi frutti fino a Dicembre inoltrato.

Queste varietà sono le più diffuse da noi. In genere i peperoncini più piccoli sono i più piccanti. Per provare il grado di piccantezza (grado Scoville:



PROPRIETÀ:

Gli uccelli, al contrario dei mammiferi, non sono sensibili alla capsaicina, poiché questa sostanza agisce su uno specifico recettore nervoso che gli uccelli non possiedono. A ragione di ciò i peperoncini costituiscono il cibo preferito di molti volatili; essi costituiscono infatti una fonte di vitamina C e carotene  (dal suo metabolismo si producono due molecole di vitamina A), necessari agli uccelli soprattutto durante la muta del piumaggio. In cambio gli uccelli spargono i semi della pianta sia mentre consumano i frutti, sia attraverso le feci, poiché questi semi riescono a oltrepassare l'apparato digerente inalterati. Si pensa che questo tipo di relazione abbia promosso l'evoluzione dell'attività protettrice della capsaicina.
Curiosità: Alcune varietà di peperoncino sono addirittura chiamate “bird peppers”:
http://it.wikipedia.org/wiki/Bird_pepper

Il peperoncino in generale ha buone percentuali di antiossidanti e vitamine che riducono le malattie legate all'invecchiamento. 
Nel frutto si può trovare anche vitamina E che svolge un ruolo attivo contro i processi ossidanti delle cellule e contro i processi di invecchiamento della pelle. 

Contenuto di Vitamina A:
Red chili peppers (fresco): 21,000 (IU Per 100 Grammi)
Red chili peppers (essicato):  16,000 (IU Per 100 Grammi)



SOMMINISTRAZIONE:

I peperoncini possono quindi essere forniti freschi dopo essere stati prima lavati e ben asciugati. Essiccati vengono spesso inseriti anche nei misti semi specifici per uccelli, ma perdono gran parte delle loro proprietà nutritive.


Peperoncino sminuzzato e mischiato ad altre verdure.

Peperoncino fresco offerto nel mistro di frutta e verdura quotidiano.
Foto: http://www.inseparabileforum.com/forum/topic_TOPIC_ID_21147_2.htm

Peperoncini essiccati nei misti semi.
  

Foto: Kiwitan



APPROFONDIMENTI:



24 aprile 2012

Arancino cinese

CARATTERISTICHE E ORIGINE:

Fortunella è un genere di piccoli alberi sempreverde da frutto appartenente alla famiglia delle Rutacee. Viene chiamato anche kumquat o arancino cinese o mandarino del Giappone. Il kumquat è una pianta che viene coltivata anche a scopo ornamentale.
È una pianta perfetta per chi vuole avere un albero da frutto pur abitando in una casa senza giardino. Si tratta infatti di una pianta a forma di cespuglio o di piccolo albero che, coltivata in vaso, non raggiunge dimensioni considerevoli ed è quindi adatta anche alla collocazione in balcone. Inoltre è molto resistente e facilmente adattabile alle differenze climatiche.
Il suo frutto ricorda, in piccolo, quelli delle piante del genere affine Citrus. È commestibile ed è usato per la preparazione di marmellate e canditi. La consistenza sottile e dal gusto delicato della buccia consente di mangiare il frutto senza sbucciarlo. Il frutto viene prodotto generalmente dal tardo novembre fino a febbraio.


Frutti di kumquat.

Un terrazzo con vasi di fortunella e limoni.
Foto: http://www.gapphotos.com/imagedetails.asp?imageno=17681

Dimensioni dei frutti di Kumquat.



L'albero differisce dalle specie di Citrus dal fatto che durante l'inverno entra in un periodo di letargo in cui non mette più nuove gemme o getti.
I kumquat preferiscono i climi temperati caldi, però, a differenza degli altri agrumi, sono in grado di adattarsi anche a climi temperati tendenzialmente freddi, questo perché, come l’arancio trifogliato, possiedono un’elevata resistenza al freddo, sopportando senza problemi temperature di –10°C. Queste piante richiedono estati calde, con temperature ottimali comprese tra 25 e 38°C per lo sviluppo vegetativo e riproduttivo. Le esposizioni in ambienti soleggiati sono ideali, però meglio se al riparo dai venti freddi e dalla grandine.




COME RICONOSCERLO:

Si presenta in forma cespugliosa, compatta, è un piccolo albero sempreverde, di 2,5-4,5 m, con rami fitti, e qualche volta piccole spine. Le foglie sono di un verde scuro intenso, e i fiori bianchi, simili a quelli dei Citrus, nascono singoli o in gruppo dalle gemme. 
Foto: Wikipedia

 
Aspetto di un alberello di kumquat in vaso.

Varietà:
- "Fortunella margarita" (chiamata in Giappone "Nagami"), ha una forma ovale ed una buccia liscia e ricca di oli essenziali di colore verde quando e' acerba e giallo-arancio nel pieno della maturazione;
- “Fortunella japonica”: (chiamata "Marumi" in Giappone) invece, ha una forma tondeggiante e la buccia, quando è matura, di colore arancione. È un agrume probabilmente originario del Giappone. Molto simile alla Fortunella margarita (Kumquat ovale) ma con foglie più piccole, più chiare e con venature marcata, e con frutti di forma tondeggiante. Esiste anche una varietà variegata chiamata Sun Stripe.
- "Fortunella hindsi", è caratterizzata da frutti piccolissimi (1,5 cm. di diametro) dalla buccia arancione;
- "Fortunella Crassifolia" (chiamata anche "Meiwa") ha viceversa i frutti più grandi e rotondi.



PROPRIETÀ:

Per quanto riguarda le virtù terapeutiche, il kumquat è ricco di potassio (che aiuta a riequilibrare la presenza di liquidi nell'organismo ed è un efficiente aiuto al sistema cardiovascolare) e di vitamina C ed A (ha pertanto un forte potere antiossidante e potenzia notevolmente le difese immunitarie). Ha inoltre proprietà digestive.



SOMMINISTRAZIONE:

In cucina il frutto viene mangiato al naturale, intero e con la buccia, così che il sapore della polpa, piuttosto acidulo, si mescoli con quello della scorza, spessa e dal gusto dolce e molto aromatico; può essere consumato a fette nelle macedonie, oppure impiegato per la produzione di succhi, canditi e marmellate.
Prima della somministrazione è bene lavare bene i frutti e asciugarli prima di offrirli ai nostri pappagalli. Evitate di offrire frutti della pianta se questa è appena stata acquistata in un vivaio o garden, dato che solitamente vengono trattate.
Attenzione: Una somministrazione eccessiva di agrumi può provocare un eccesso di ferro, in quanto l’assorbimento di ferro viene stimolato dalla somministrazione di dosi elevate di vitamina C.

Frutto offerto intero.
Foto: Kiwitan




Frutto offerto tagliato a piccole fette da mischiare al misto di frutta e verdura giornaliero.




APPROFONDIMENTI (in lingua inglese):



20 aprile 2012

Semi germogliati


LA GERMINAZIONE: COS' E' E COME AVVIENE.

La germinazione di un seme parte dal così detto stato di quiescenza, ovvero da uno stato di sospensione reversibile dei processi vitali di un'organismo vivente, fino alla fase di sviluppo e crescita del germoglio e successivamente della pianta.

Photo by Fabio
Immagine: germogli di fagiolo mungo.


Il seme si forma sulla pianta madre, qui cresce e se ne distacca solamente dopo la maturazione. La lunga conservazione si ha grazie alla pochissima percentuale d'acqua che si trova al loro interno.
Un seme è formato da :
-L'embrione, che è una forma potenzialmente vitale ma non ancora attiva, al loro interno troviamo tutti i tessuti che daranno vita alle diverse parti della pianta;
-Il tessuto nutritivo chiamato parenchima, metabolicamente attivo;
-Il tegumento, che proteggono il seme dall'esterno, isolando il seme per favorirne la germinazione.


Immagine: germoglio di legume.


La durata della quiescenza è data sia da fattori ambientali sia da fattori di carattere ormonale, ovvero endogeni.

La germinazione ha inizio una volta che vengono attivati i meccanismi di risveglio, il seme comincia ad assorbire acqua, si idratano le cellule ed iniziano i processi fisiologici della pianta.
Il seme aumenta di volume, ed il tegumento che prima incapsulava l'embrione comincia a disfarsi o spezzarsi nei punti meno resistenti. La reidratazione riattiva il metabolismo cellulare del seme ed inizia la fase di accrescimento della pianta.

Photo by Fabio
Immagina: Germogli di Alfa Alfa (Erba Medica)
Da questo momento la pianta smette di comportarsi da eterotrofo, ovvero i propri fabbisogni nutritivi non sono più soddisfatti dalla presenza delle riserve fornite dalla pianta madre; ma comincia la l'autotrofia, quindi ha inizio la fotosintesi e cominciano a sintetizzare i composti organici partendo da sostanze inorganiche come acqua ed anidride carbonica grazie all'energia solare.

Prima che ciò avvenga la pianta attinge ancora in parte alle sostanze di riserva residue ma nel contempo comincia a fotosintetizzare.

Da questo momento in poi la pianta si può definire “produttrice” ed il processo di germinazione è terminato.


VALORI NUTRITIZIONALI:

Mentre cereali o legumi allo stato crudo sono immangiabili o indigesti, con la germogliazione è possibile mangiarli crudi. Con la cottura, infatti, si va a perdere la "vita" latente presente nel seme.
Durante la germinazione si sviluppano numerosi enzimi, veri e propri catalizzatori biologici, che hanno la capacità di accelerare le reazioni chimiche non andando però a “consumare” la stessa reazione né alterandone gli equilibri chimici.
Sappiamo però che gli enzimi possono essere influenzati da altre molecole alcune delle quali in grado di inibirne l'attività.

Durante la germinazione le proteine vengono “predigerite” dagli enzimi, scomponendole in amminoacidi velocemente assimilabili.
Tutti i germogli sono ricchissimi di sostanze nutritive ( le vitamine, durante il processo di germinazione aumentano fino al 100% rispetto al seme e fino al 1400% rispetto alla pianta adulta ) proprio perchè al culmine del loro ciclo biologico.

  • I carboidrati, vere e proprie riserve di energia e mattoni dell'apparato muscolare, vengono trasformati in zuccheri semplici, i quali vengono assimilati molto più velocemente dall'organismo;
  • Le proteine vengono demolite dagli enzimi e scisse in amminoacidi ( i quali combinati tra loro possono creare un'infinito numero di proteine, il corpo è in grado di sintetizzare solo alcuni amminoacidi definiti “essenziali” ma non di produrne, rendendo così essenziale la loro ingestione attraverso gli alimenti);
  • I grassi, importante riserva energetica, capaci di liberare grandi quantità di calore e trasportatori di alcuni tipi di vitamine, vendono disgregati nelle loro forme base di acidi grassi ( di origine sia animale che vegetale, sono importanti per la funzione strutturale ed energetica ) e glicerolo ( che viene trasformato nel fegato in glucosio, fonte energetica per il metabolismo cellulare);
  • I sali minerali ( fondamentali nella crescita dell'organismo, nello sviluppo di organi e tessuti come le ossa ) diventano più facilmente assimilabili in quanto combinati con gli amminoacidi.

E' proprio per questa elevata quantità di proteine e amminoacidi e grazie all'aumento di acidi nucleici (che compongono il DNA e l' RNA), i germogli hanno forti capacità ristrutturanti.

LA PREPARAZIONE:

Per la preparazione dei germogli sono necessari due strumenti fondamentali, il primo è un germogliatore, facilmente reperibile nei centri biologici o nelle farmacia omeopatiche, ed il secondo è l'estratto di semi di pompelmo.

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Immagine: germogliatore, estratto di semi di pompelmo
e semi germogliabili.

L'estratto di semi di pompelmo ha un forte potere battericida, in quanto è in grado di agire sulla formazione di numerosi batteri, quali salmonella e clamydia, più numerosi funghi.


Per la preparazione potete seguire le indicazioni presenti sul sito AIRAS cliccando sul link.


SOMMINISTRAZIONE:

La somministrazione dei germogli va comunque effettuata in base ad alcune considerazioni, l'attività del pappagallo, il tipo di alimentazione, se si trova o meno in periodo di muta, accrescimento, maturazione sessuale o picchi ormonali.

Ricordate sempre che i semi germogliati devono rimanere a disposizione dell'animale solo per poche ore, in quanto tendono alla formazione di muffe.

Photo by Fabio
Immagine: pasta con verdure bollite e semi germogliati di Alfa Alfa.

L'inserimento dei germogli nella dieta può necessitare del loro accostamento ad alimenti già conosciuti o apprezzati dall'animale, possono essere inseriti nelle ciotole di frutta o verdura o come in questo caso nella pasta.